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  Editoriale n. 264 maggio - giugno 2009  
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Leonessa e il suo Santo
maggio - giugno 2009


Non perdiamo la speranza
di Anavio Pendenza

Ci sarà un futuro per tutti in questo mondo colpito dalle guerre, dalla fame, dai terremoti, dalla recessione. La terra martoriata de L’Aquila appena dopo il terremoto ha guardato con fiducia il futuro. Tutti si sono rimboccati le maniche.

E dopo Pasqua, in modo graduale, si sono riaperti scuole, negozi e fabbriche. Il governo ha fatto e fa quello che può di fronte al fabbisogno reale e alle esigenze del dopo terremoto aquilano. La spinta alla rinascita è partita da tutto il Paese: cittadini, istituzioni, enti e associazioni che hanno manifestato solidarietà generalizzata e diffusa. La sofferenza rende gli uomini più buoni e solidali. Le parrocchie d’Italia nella Domenica di Pasqua e in quella dell'ottava si sono mobilitate nella preghiera e nella raccolta di aiuti per le popolazioni colpite.

Leonessa - per i particolari legami che la lega con L’Aquila - ha risposto con entusiasta e generosa partecipazione. I nostri lettori possono mandare le offerte attraverso il nostro conto corrente postale n. 14309025, intestato a Convento PP. Cappuccini, 02016 Leonessa, indicando “Terremoto in Abruzzo” nella causale. Per facilitare l’invio delle offerte per il terremoto e per il sostentamento della nostra rivista alleghiamo in questo numero del bimestrale il conto corrente postale. Le offerte per il terremoto saranno consegnate direttamente alla Caritas Diocesana de L’Aquila.

Possano tutti i nostri lettori e devoti di S. Giuseppe da Leonessa cogliere che il tempo della sofferenza e della difficoltà ha un senso, e quasi sempre una logica, quando il tutto viene vissuto incastonato, affidato e compreso, come qualcosa di prezioso, nel piano di Dio. Abbiamo tutti bisogno di vedere nella storia quelle realtà positive che illuminano il cammino, a volte disastroso, di ogni uomo e di annunciare la vittoria della vita sulla morte.

Tra la popolazione leonessana serpeggia purtroppo un malcontento generalizzato. In questi ultimi anni, sia amministratori che cittadini, hanno fatto vedere al posto dell'entusiasmo, delle iniziative, una dolente rassegnazione. Fra poco i leonessani saranno chiamati ad eleggere il sindaco e la giunta comunale. Pochi credono che le cose possano migliorare in questo paese anche se i nuovi candidati all'Amministrazione hanno presentato programmi ricchi di progetti. Per ridare speranza ai cittadini non basta preannunciare grandi misure d’intervento che non possono essere sviluppate perché non ci sono le risorse, è necessario scendere in campo per cambiare qualcosa, soprattutto spogliarsi degli interessi personali.

Nonostante tutto non dobbiamo rassegnarci perché il popolo leonessano ha dimostrato sempre di avere potenzialità per contribuire al progresso del proprio paese e di tutti. I leonessani, che per necessità nel dopoguerra sono emigrati all’estero e molti nella capitale, hanno lavorato bene e hanno raggiunto un buon livello sociale. La fattiva fiducia nei leonessani sarà la prova che veramente si vuole uscire dalla crisi.

Crediamo che coloro che si sono candidati a governare questo paese abbiano una buona cultura, sappiano discernere e mettere in pratica il vero e il buono.
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