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  Processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Fra Giuseppe da Leonessa

Trascritto e presentato da P. Orante Elio D'Agostino il libro Processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Fra Giuseppe da Leonessa predicatore cappuccino (1639 - 1641)

La copertina del libro
di Anavio Pendenza

Da una vita Padre Orante Elio D'Agostino dedica il suo tempo e le sue energie alla trascrizione e alla pubblicazione dei manoscritti e dei Processi di S. Giuseppe da Leonessa. Nel 2006 trascrisse i primi processi del 1628, nella Prefazione di quel libro P. Orante scriveva: E' un lavoro che ha richiesto impegno non indifferente, tanto tempo, spesso sottratto alle ore notturne ma, sorprendentemente, ha offerto anche la gioia di scoprire validi e motivati collaboratori...
Lo stesso si può affermare di questo secondo libro dei processi del 1639-1641, presentato a Leonessa il 29 giugno alle ore 17 presso il Santuario del Santo. Questo libro risponde sicuramente alla domanda che molti si pongono: come si fa a riconoscere la santità di una persona o meglio la santità comune da quella canonica, dall'aureola? Brevemente io risponderei così: alla santità comune o universale sono chiamati tutti i cristiani in forza del battesimo ricevuto, che li inserisce vitalmente e irrevocabilmente in Gesù Cristo; l'invito di Gesù ad essere «perfetti come è perfetto il Padre vostro» è rivolto indistintamente a tutti i discepoli di Cristo: lo ricorda anche il concilio ecumenico Vaticano II, quando sottolinea che tutti i fedeli sono chiamati alla santità.

Accanto alla santità comune esiste la santità canonica, che consiste nel vivere eroicamente le virtù cristiane: questa pratica virtuosa viene riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa e da essa proposta come modello all'intero popolo di Dio, proprio perché, come scriveva Pio XI, a tutti sia più facile raggiungere la vera santità. Si arrivò alla proclamazione della santità del nostro santo attraverso un processo lungo e meticoloso, come emerge chiaro nell'introduzione di questo libro: "Processo di Beatificazione del Servo di Dio Fra Giuseppe da Leonessa, predicatore cappuccino (1639-1641)". Il titolo del libro ci pone forse un'altra domanda: "Che differenza esiste tra beati e santi?". La beatificazione è stata introdotta in forma definitiva da Alessandro VII (1599-1667): è l'atto pontificio con cui il papa riconosce il culto nell'ambito di una Chiesa locale. La canonizzazione, invece, ha un carattere dogmatico e definitivo, con cui il successore di Pietro prescrive il culto alla Chiesa universale.

Con le testimonianze del nostro santo inizia il cammino della Chiesa che proclamò beato Fra Giuseppe nel 1737 con il papa Clemente XIV e santo il 29 giugno del 1746 con il papa Benedetto XIV. Secondo l'attuale normativa giuridica, per procedere alla beatificazione di un servo di Dio non martire si richiede un miracolo operato dal Signore per sua intercessione, per la canonizzzazione due miracoli. Il miracolo è un evento straordinario che supera le leggi della natura, che suppone un intervento speciale di Dio e che è, allo stesso tempo, un segno ed una manifestazione di un messaggio di Dio all'uomo. I miracoli possono essere fisici o morali, ma per le nostre cause è necessario un miracolo fisico; e, se consiste in una guarigione, questa deve essere istantanea, completa e duratura, oltre che inspiegabile secondo le leggi della natura, alla luce delle attuali conoscenze mediche. La Chiesa esige dei miracoli per la beatificazione e canonizzazione perché sono una sorta di "timbro" che Dio appone sul suo servo, con cui garantisce la sua santità. L'esame delle presunte guarigioni miracolose è compiuto prima sotto il profilo scientifico, cioè è studiato dai medici; poi si pronunciano i Consultori teologi, ai quali spetta dire se la guarigione, naturalmente inspiegabile secondo i medici, è o no un vero miracolo, avvenuto per l'intervento del Signore invocato per intercessione del servo di Dio o del beato. Anche nell'esame del miracolo l'ultima parola spetta al Congresso ordinario dei cardinali e vescovi e, infine, al sommo pontefice.

I due miracoli presentati per la canonizzazione del nostro Santo, pubblicati nell'ultimo numero della nostra rivista a cura del vescovo emerito Giuseppe Chiaretti sono: il primo, la guarigione istantanea del piccolo Giuseppe Dionisi, di due anni, privo di consistenza ossea tanto da potersi racchiudere e trasportare in un telo, guarito dopo essere stato deposto sopra l'urna del Santo; se ne tornò a casa con i suoi piedi; il secondo, la guarigione istantanea della fanciulla Antonia Morelli, afflitta per un biennio da una suppurazione alla mammella sinistra con febbre, tosse e dolore continuo e con una fistola da cui usciva, oltre che dalla bocca, pus e sangue e tanta aria da spegnere una candela. Fu guarita totalmente nell'arco d'una notte, 6 Leonessa e il suo Santo 4 - 2012 Leonessa e il suo Santo 4 - 2012 7 dopo aver unto la fistola con l'olio della lampada che ardeva dinanzi all'urna del Santo. Questo libro dei Processi ha una grande importanza per tutti in particolare per i devoti del Santo perché attraverso le testimonianze si possono veramente scoprire le autentiche virtù di S. Giuseppe. L'introduzione a questo libro di P. Orante è stata curata dal nostro ministro Provinciale fr. Carmine Ranieri. Dobbiamo essere molto grati al ministro per aver pubblicato questo volume in occasione del 4° centenario della morte di San Giuseppe da Leonessa. È materiale utilissimo per scoprire l'autentica personalità del Santo e le sue virtù eroiche.

Ecco il testo dell'introduzione: «Non poteva mancare nel contesto giubilare del IV centenario della morte di San Giuseppe da Leonessa una pubblicazione importante che ne suggellasse per sempre il ricordo. A questo intento risponde la trascrizione e pubblicazione dell'importante manoscritto "Processo di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio fra Giuseppe da Leonessa, predicatore cappuccino" che riporta le deposizioni giurate del processo canonico celebrato negli anni 1639-1641. Un prezioso documento che si aggiunge al precedente processo svoltosi nel 1628 e già trascritto e dato alle stampe nel 2006. La molteplicità dei processi racconta la travagliata vicenda della canonizzazione di San Giuseppe, dovuta ai rigori della normativa canonica introdotta da papa Urbano VIII, e soprattutto all'occultamento del corpo perpetrato dai leonessani per circa un cinquantennio. Tutto ciò ha ritardato la conclusione del processo e la conseguente iscrizione all'albo dei santi, avvenuta solo nel 1747. Quello, però, che da una parte ha costituito una sorta di corsa ad ostacoli, dall'altra ha reso possibile il replicarsi e il moltiplicarsi di testimonianze e di appelli rivolti alla Curia romana che rappresentano non solo una ricchezza dal punto di vista della produzione documentaria, ma principalmente testimoniano la notorietà e fama di santità di fra Giuseppe da Leonessa ampiamente riconosciuta dentro e fuori l'Ordine.

"Moltissimi cristiani della terra, Prelati e Principi hanno già richiesto a questa Sede Apostolica con ferma insistenza" la canonizzazione di fra Giuseppe, così asseriva Antonio Feliciano Montecatino, avvocato concistoriale, in un discorso pronunciato davanti a Papa Alessandro VIII nel 1690, con tono enfatico e solenne proprio dell'epoca.

La canonizzazione di fra Giuseppe, ai nostri tempi è un fatto compiuto ma non sorpassato, perché egli vive ancora nella memoria e nell'affetto di tanti suoi devoti. Soprattutto è presente nell'eredità del suo Ordine che vede in lui uno dei primi frutti della bella e santa riforma. Tuttavia, come asserisce il nostro padre san Francesco nell'ammonizione VI, non basta gloriarsi delle virtù dei santi se poi non si è disposti a fare altrettanto nella propria vita. Pertanto nel porgervi questo dono ? che è l'ennesimo frutto della dedizione amorevole e paziente di p. Orante D'Agostino ? esprimo l'auspicio che, la santità, da fenomeno di nicchia, sia in senso lato che nel senso letterale del termine, diventi orizzonte di vita da perseguire e raggiungere perché a questo Cristo Signore ci ha chiamati!».


A chiunque leggerà questo volume rivolgo questo appello: leggete, meditate quanto è scritto in questo libro, raccomandatelo a chi vuole scoprire la figura di S. Giuseppe. Il nostro santo - come tutti i beati e i santi della chiesa - manifesta la vivacità della Chiesa di Leonessa. Per S. Giuseppe la nostra Chiesa leonessana rende a Cristo Signore il più grande omaggio, e manifesta la sua presenza mediante i frutti di fede, di speranza e di carità di Fra Giuseppe da Leonessa che ha seguito Cristo nell'osservanza radicale del Vangelo.

Grazie P. Orante perché per il tuo lavoro, affrontato con entusiasmo gioioso e scrupoloso, possiamo annunciare le grandi opere del Signore operate nel nostro Santo. Grazie, anche a nome di San Giuseppe da Leonessa e di P. Mauro Coppari che rendevi felice ogni volta che parlavi o scirivevi del nostro Santo!
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