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  Editoriale n. 298 - gennaio - febbraio 2015  
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Leonessa e il suo Santo
gennaio - febbraio 2015


Leonessa più povera

di Anavio Pendenza


Leonessa è diventata più povera non solo per la crisi economica che attanaglia l'Italia e tutta l'Europa, ma anche per altre difficoltà legate ai paesi di montagna. Su questa riflessione ci possono dare una risposta semplice e chiara gli anziani di Leonessa che hanno sperimentato sia la povertà del dopo guerra, che il boom economico degli anni '50 e '60 con il veloce sviluppo industriale che trasformò il modo di vivere degli italiani. Gli anziani possono ancora essere testimoni dell'inizio di questa crisi quando negli anni '70 lo stabilimento di legnami della ditta Bosi, che sosteneva l'economia del paese, fu chiuso; incominciò da allora un lento decrescere dell'economia leonessana e un flusso emigratorio più massiccio verso le città vicine.

Ora tutti possiamo constatare come il consumo, diventato il fine di ogni bene, stia venendo meno perché la produzione ha rallentato drasticamente il suo ritmo. Per far riprendere la produzione gli esperti e i politici ci dettano da anni queste regole: bisogna mettere al vertice l'efficenza e la produttività, combattere l'evasione fiscale, la corruzione e le mafie. Dopo questo impegno da parte del governo che dura da qualche anno il Pil in Italia è cresciuto solo dello 0,3%. Per essere più chiaro riporto le parole di Carlo Altomante, docente dell'Università Bocconi di Milano: "L'economia è una torta che lievita e continua a crescere... La popolazione, cioè noi, deve dividersi la torta. Il nostro stipendio, i servizi di cui fruiamo, la spesa che facciamo ogni giorno, tutto ciò che consumiamo contribuisce a definire la misura della nostra fetta... Gli italiani sono diventati più poveri! E se la popolazione cresce, e cresce più di quanto cresce la torta, la fetta che spetta a ciascuno di noi diventa sempre più sottile... E in Italia la popolazione cresce tra lo 0,8 e 1,2%, l'economia quindi è più lenta...".

Da questa breve analisi si deduce che tutti siamo diventati più poveri, ma i leonessani lo sono ancora di più perché subiscono disagi che non hanno gli abitanti delle città: sono infatti lontani dall'ospedale, dai supermercati e da altri servizi che sono presenti nelle città... E sono ancora più povere le persone sole e anziane perché sono fragili, disorientate per l'assenza di qualcuno che possa accompagnarle... In qualche frazione le persone sole superano le poche famiglie rimaste. Spesso le poche case abitate sono lontane l'una dall'altra anche cento, duecento metri e anche più...

Questo stato di vita ha bisogno di una politica che non si occupi solo di diminuire il debito pubblico, di crescita economica, dell'evasione fiscale, ma che abbia più cura della vita, specialmente quella dei giovani che in questo momento storico sono privati del loro futuro: bisogna ridare loro le potenzialità biologiche ed intellettuali. Ed è prioritario far capire loro quello che è giusto e buono, sacro e vero. L'educazione dei giovani deve essere impegno fondamentale da parte dei genitori, della scuola, delle istituzioni. Numerosi figli crescono senza il riferimento ai valori, senza saper distinguere il bene dal male, il giusto dall'ingiusto.

Di fronte alle realtà umane e storiche l'uomo è spinto dal giudicare dall'esterno e si esprime spesso con questi termini: "... occorrerebbe, si dovrebbe, ci vorrebbe, ecc.". I Padri della Chiesa rivolgevano invece ai cristiani questa massima: "Non è salvato ciò che non è assunto!". Volendo dire che solo attraverso la solidarietà e la condivisione si salva l'uomo e si dona ai giovani un futuro più rassicurante.

Leonessa Leonessa - Piazza Santa Croce: donna anziana seduta nella panchina in una serata d'estate. L'immagine evoca la solitudine che può incidere negativamente sulla salute dell'anziana. L'antidoto contro la solitudine è avere contatti con amici, parenti e con persone che danno sostegno sociale.

























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