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  Editoriale n. 303 - novembre- dicembre 2015  
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Leonessa e il suo Santo
novembre - dicembre 2015


In questo Natale...

di Anavio Pendenza


In questo Natale tutti vorremmo la gioia, la vita, stare con i nostri cari amabilmente e benevolmente e cogliere, per chi è cristiano, il significato profondo e completo dell'Incarnazione del Verbo divino che viene a redimere l'umanità. In una delle omelie natalizie San Leone Magno si esprime così: "Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all'abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo".

Se il nostro momento storico è segnato da violenze, odi e sopraffazioni, se i poveri, i profughi sono rifiutati e calpestati non ha alcun senso celebrare il Natale! La celebrazione del Natale riveste unicamente un'evasione pagana o celebrazione ipocrita! Se gli uomini di oggi, come quando nacque Gesù, sono unicamente presi dalle preoccupazioni politiche e diplomatiche, dagli affari; se nella loro testa e nel loro cuore c'è solo spazio per un comodo egoismo, vuol dire che hanno escluso dalla loro vita Dio stesso. I poveri infatti sono posti da Dio stesso a salvezza e a condanna di ogni civiltà, di ogni cultura, di ogni religione.

In questo Natale vi invito cari lettori a leggere e meditare un brano della Costituzione pastorale «Gaudium et spes» (la gioia e la speranza) del concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. In questo brano (n. 88) si descrive il compito dei cristiani nell'edificazione della pace.

Leonessa



  "I cristiani cooperino volentieri e con tutto il cuore all'edificazione dell'ordine internazionale, nel rispetto delle legittime libertà e in amichevole fraternità con tutti. Tanto più che la miseria della maggior parte del mondo è così grande che il Cristo stesso, nella persona dei poveri reclama come a voce alta la carità dei suoi discepoli. Si eviti questo scandalo: mentre alcune nazioni, i cui abitanti per la maggior parte si dicono cristiani, godono d'una grande abbondanza di beni, altre nazioni sono prive del necessario e sono afflitte dalla fame, dalla malattia e da ogni sorta di miserie. Lo spirito di povertà e d'amore è infatti la gloria e il segno della Chiesa di Cristo.

Sono, pertanto, da lodare e da incoraggiare quei cristiani, specialmente i giovani, che spontaneamente si offrono a soccorrere gli altri uomini e le altre nazioni. Anzi spetta a tutto il popolo di Dio, dietro la parola e l'esempio dei suoi vescovi, sollevare, nella misura delle proprie forze, la miseria di questi tempi; e ciò, secondo l'antico uso della Chiesa, attingendo non solo dal superfluo, ma anche dal necessario".

Alla luce di questa breve riflessione mi viene spontaneo concludere con le parole di Paolo Apostolo che afferma che l'uomo da solo tende al male ed è incapace di fare il bene anche se ardentemente lo desidera: "C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo". Se questa è la nostra condizione umana, tutti abbiamo bisogno di un Salvatore che ci salvi non una volta, ma sempre in ogni momento della nostra esistenza. Tutti abbiamo bisogno della sua presenza, del suo aiuto, della sua aspirazione e del suo Vangelo. T

utti dobbiamo desiderare una casa spirituale costruita sui valori del Vangelo. Ma perché avvenga questo cambiamento in noi dobbiamo lasciare l'orgoglio, l'ambizione, l'egoismo e in particolare la sottile tentazione di fare le cose per nutrire la compiacenza di noi stessi. In questo Natale auguro a tutti di compiere il bene nel nome del Salvatore che bussa continuamente alla porta del nostro cuore. Questa unione con lui ci spinge a essere costantemente a disposizione del prossimo e quindi di Dio.

Buon Natale nel Signore a tutti i lettori e devoti del «nostro» Santo.
 


























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