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  Editoriale n. 307 - luglio - agosto 2016  
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Leonessa e il suo Santo
luglio - agosto 2016


"Interroga i tuoi vecchi e te lo diranno ...!"    Dt 32, 7

di Anavio Pendenza


Vorrei in questa pagina prendere in considerazione i valori esistenziali degli anziani. Inizio con l'elogio che la Bibbia rivolge agli anziani: li chiama «sapienti» ma non nel senso di sapère (conoscere) bensì nel senso latino di sàpere (gustare, assaporare). E in senso figurato «essere saggio» sta ad indicare «avere senno».

Da giovane, durante il percorso formativo, ho vissuto tra frati anziani e ho sperimentato la loro sapienza rimanendo affascinato nel vederli sempre pronti alla battuta spiritosa, al sorriso e alla recita delle poesie o stornelli per celebrare una ricorrenza festiva.

Nell'attuale contesto storico, così difficile per tutti, a Leonessa gli anziani dimostrano di avere il gusto per la vita, sanno stare amorevolmente con gli altri e vivere in un'atmosfera di lavoro e di serenità. Sono loro che ancora reggono Leonessa, ma purtroppo per la loro dipartita da noi Leonessa ha sempre meno abitanti e alcune frazioni fra qualche anno rimarranno vuote. Già oggi le chiese di alcune frazioni sono chiuse da settembre a luglio e in qualche chiesa si è dovuto staccare la corrente elettrica perché i pochi fedeli rimasti non riuscivano più a pagare la bolletta. Questo lo dico con molta chiarezza perché sono parrocco da quarantasei anni e dal 2000 parroco di diciasette frazioni, quindici dell'Altipiano di Sotto e due dell'Altipiano di Sopra che sono Ocre e Casanova. Alla luce di questa premessa si può affermare che nel futuro Leonessa avrà minori servizi in tutti i settori.

Nella rubrica «In memoria di...» della nostra rivista viene ben descritto cosa comporta la perdita degli anziani: si perde la propria identità, si deteriora il patrimonio culturale, si abbandonano le attività economiche. "Per me eri un punto di riferimento, una guida... Un uomo saggio, paziente e mite non solo con i miei familiari, ma con tutti i compaesani, ai quali non negavi un momento della tua attenzione, essendo una delle ultime «memorie storiche» (Giuseppe: «in memoria di zio Ascanio Fagiani», novembre-dicembre 2015). Anche la nostra rivista, per la morte degli abbonati, sta vedendo il suo declino: infatti agli inizi degli anni '90 gli abbonati erano 6.500, oggi sono 3.500.

Leonessa



Quando a Leonessa c'era l'attività industriale della ditta Bosi i leonessani erano più ottimisti per il loro futuro, ma quando alla fine degli anni '80 avvenne lo smantellamento dello stabilimento la loro fiducia nel futuro incominciò a decrescere. Ora i nipoti di quelli che negli anni cinquanta e sessanta avevano lavorato nell'industria Bosi, dovrebbero guardare Leonessa e l'Altopiano da Monte Collecollato per ammirare e apprezzare la vastità del territorio e scegliere di ritornare a coltivare la terra, ad allevare ovini e caprini, a produrre formaggi. Si potrebbero inpiantare nuove attività come la coltivazione di piante officinali, fare da guida naturalistica e gestire un consorzio ortofrutticolo o forestale..., sempre puntando sulla qualità. E se avessero paura di affrontare questo cambiamento radicale dovrebbero guardare alcuni giovani agricoltori e allevatori che hanno già lasciato la città ove i rumori, l'inquinamento e l'insicurezza fanno da padroni e hanno invece seguito la loro passione per «vivere secondo natura».

"Liberaci, Signore, dal flagello del terremoto"

Oggi 23 agosto ho finito di scrivere questo editoriale con l'intento di mandarlo in stampa il primo di settembre. La mattina del 24 agosto alle ore 3,36 sono svegliato, come tutti i leonessani, da una scossa violentissima, poco dopo apprendiamo dalla Tv la drammatica notizia del disastroso terremoto ad Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto. Con il passar delle ore veniamo informati sul bilancio delle vittime, che è assai rilevante e dei danni ingenti alle abitazioni. La redazione di "Leonessa e il suo Santo" si stringe con solidarietà attorno alle popolazioni colpite, luoghi che S. Giuseppe da Leonessa aveva raggiunto predicando la parola di Dio; proprio ad Amatrice trascorse gli ultimi momenti della sua vita.

La mattina di mercoledì noi frati di Leonessa e i giovani frati di tutta l'Italia che avevano organizzato un convegno sulla vita consacrata (cfr. pag. 24) ci siamo uniti alla preghiera di papa Francesco celebrando la S. Messa per i morti del terremoto e le persone che hanno perso tutto. Abbiamo ringraziato Dio per tutti i volontari e gli operatori della Protezione Civile. Abbiamo accolto sia l'appello della Cei, che ha indetto una colletta nazionale da tenersi in tutte le Chiese italiane il 18 settembre 2016, sia l'invito della Chiesa di Rieti di convogliare tutte le offerte alla Caritas diocesana. Cari lettori, è possibile effettuare un bonifico anche quando riceverete questa rivista, usando questi estremi bancari: Caritas Diocesana di Rieti, Unicredit Banca di Roma, Iban IT43P0200814606000005208129. Causale: Emergenza terremoto Amatrice-Accumoli.
Il Signore ci protegga per l'intercessione di S. Giuseppe!


 


























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